Una mostra ritrovata · Sassari, 2009
Armonie
Undici opere riemergono da un dépliant d'archivio. Tre sono state riconosciute. Delle altre otto conosciamo, per ora, soltanto una fragile immagine a stampa.
L'ultima mostra documentata. Armonie inaugurò il 15 maggio 2009 all'Istituto Statale d'Arte Filippo Figari di Sassari. È l'ultima partecipazione espositiva di Augusto Oppo finora attestata dai documenti dell'Archivio.
Una città trasformata dall'arte. La mostra faceva parte di Public. Metamorfosi urbane, progetto diffuso ideato dall'associazione isolasenzatitolo: per tutto il mese di maggio oltre cinquanta artisti portarono pittura, fotografia, video e installazioni tra musei, scuole, sedi istituzionali e scenari urbani di Sassari.
La musica classica tradotta in pittura. Oppo dedicò il percorso ad alcuni dei più grandi compositori. Non voleva illustrarne i volti, ma cercare una «trasposizione tra la forma-colore e la musica»: ritmo, pausa, contrappunto e armonia diventano materia visiva.
Fonti: dépliant e invito di Armonie, 2009; cronaca dell'evento Public. Metamorfosi urbane, 16 maggio 2009.
«Ho sempre sentito la musica come l'espressione sensibile più alta che ci sia dato raggiungere.»
Augusto Oppo, testo per Armonie, 2009
Leggi il testo integrale dell'artista
Ho sempre sentito la musica come l'espressione sensibile più alta che ci sia dato raggiungere, e per questo motivo ho deciso di dedicare questa mostra ad alcuni dei più grandi compositori, cercando di effettuare una trasposizione tra la forma-colore e la musica, o per meglio dire, trasferendo le notazioni cromatiche e formali in valori musicali, riducendo al massimo ogni altra espressione.
A rivedere i risultati che ho raggiunto in questi anni di lavoro, vedo che non sono stato capace di raggiungere sempre in pienezza dei risultati, poiché le mie opere oscillano tra diversi stati - o strati - di elaborazione: vuoi che si sia trattato di differenti ispirazioni o di profondi significati che via via si condensano in differenti stati d'animo - modi di dipingere -.
Tuttavia nel fondo rimane sempre una ispirazione unitaria che nel complesso riunisce tutti i temi, da quelli più esplicitamente figurativi a quelli di più alta astrazione, dalle antiche saghe che a loro volta hanno ispirato i musicisti, a pagine quasi contemporanee di dolore e di sofferenza.
Una mostra, insomma, che tenta di riunire in sé la più alta aspirazione degli uomini, e che, meritatamente, ho chiamato col titolo di “armonie”.
Testo firmato da Augusto Oppo nel dépliant della mostra. Consulta il documento originale.
Nota dell'Archivio. Le immagini restaurate digitalmente non sostituiscono gli originali: rendono nuovamente leggibili le riproduzioni del 2009 e accompagnano la ricerca delle opere oggi non localizzate.
Trasparenza. Gli otto restauri sono elaborazioni digitali assistite da IA a partire dalla stampa: possono interpretare dettagli non verificabili. Il comando accanto a ogni opera permette sempre il confronto con la fonte del 2009. I loro titoli di sala sono redazionali, non attribuiti a Oppo.
Nota sull'allestimento. Il dépliant documenta le opere ma non la loro disposizione nelle sale. L'ordine di questa visita è una ricostruzione curatoriale contemporanea.

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La dodicesima sala appartiene a chi guarda
Questa mostra non finisce qui.
Otto delle opere riprodotte nel dépliant non sono ancora state identificate né localizzate. La tecnologia ci permette di restituire loro una presenza; soltanto l'incontro con gli originali potrà restituire materia, dimensioni, storia e provenienza.
Se riconosci un'opera, una firma, una collocazione o possiedi fotografie della mostra del 2009, il tuo contributo può completare questo racconto.