OSSERVALO COME FACEVA L’ARTISTA
Augusto Oppo era solito socchiudere gli occhi sia mentre dipingeva sia quando osservava l’opera compiuta, attenuando i dettagli per far emergere forme, luce, contrasti e ritmo della composizione.
Questa esperienza ne interpreta digitalmente il gesto: non ricostruisce esattamente ciò che vedeva, ma prova a farci immaginare come l’opera potesse apparire al suo sguardo.
Tieni premuto per osservarlo come faceva l’artista.
ASO-0041 · 2002
Omaggio a Mozart
DATI E FONTI
Soggetti e linguaggi
Realizzato nel 2002, questo trittico rappresenta uno degli omaggi più intensi che Augusto Oppo dedica alla musica, sua grande passione e costante fonte di ispirazione. La dedica a Mozart non si traduce in una rappresentazione figurativa del compositore, ma nella ricerca di un linguaggio capace di evocare ciò che la sua musica suscita: armonia, tensione, luce, silenzio e infinito. La scelta del trittico non appare casuale. La suddivisione in tre grandi pannelli richiama inevitabilmente la monumentalità delle pale d’altare e delle vetrate delle grandi cattedrali, trasformando la pittura in uno spazio di contemplazione. Le sottili griglie che scandiscono la superficie ricordano le intelaiature delle vetrate gotiche: frammenti autonomi che, osservati singolarmente, sembrano raccontare episodi diversi, ma che trovano il loro significato soltanto nell’insieme, come accade alle note di una partitura. Ogni riquadro diventa una battuta musicale, ogni colore una variazione timbrica, ogni forma un movimento. Nulla è immobile: l’occhio dello spettatore è invitato a percorrere l’opera seguendo un ritmo interno, fatto di pause, accelerazioni e ritorni, proprio come nell’ascolto di una composizione mozartiana. L’astrazione di Oppo non rinuncia mai alla memoria del reale. Tra le forme emergono architetture, figure, onde, strumenti immaginari e paesaggi interiori che affiorano e scompaiono, in un continuo dialogo tra ordine e libertà. È lo stesso equilibrio che rende la musica di Mozart apparentemente semplice, ma inesauribilmente complessa. Più che illustrare Mozart, Augusto Oppo sembra voler dialogare con lui.
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