AUGUSTOOPPO 1939–2015
Contatti
ASO-0041, Omaggio a Mozart, composito documentario dei tre pannelli affiancati, Augusto Salvatore Oppo
Tieni premuto per osservarlo come faceva l’artista.

DATI E FONTI

Titolo dell’artista
Iscrizione o titolazione presente sull’opera; Archivio Augusto Oppo.
Numero opera
ASO-0041
Autore
Augusto Salvatore Oppo
Categoria
Pittura
Anno
2002
Materiali
Acrilico o sintetico su tela
Misure
-
Note
Scheda aggiornata con la documentazione fotografica dei tre pannelli che compongono il trittico. Il titolo «Omaggio a Mozart» e l’anno 2002 sono registrati nell’Archivio e risultano leggibili anche nelle iscrizioni visibili sui pannelli. L’ordine espositivo dei tre elementi non è qui stabilito. Tecnica, materiali, dimensioni, collocazione e provenienza richiedono ancora verifica documentaria. Le immagini sono presentate come documentazione dell’opera e non sostituiscono l’esame diretto. Le fotografie originali fornite all’Archivio sono conservate invariate. Le immagini dei singoli pannelli hanno ricevuto soltanto ritaglio e correzione prospettica, senza ritocco pittorico; l’immagine principale le affianca in un composito documentario.

Realizzato nel 2002, questo trittico rappresenta uno degli omaggi più intensi che Augusto Oppo dedica alla musica, sua grande passione e costante fonte di ispirazione. La dedica a Mozart non si traduce in una rappresentazione figurativa del compositore, ma nella ricerca di un linguaggio capace di evocare ciò che la sua musica suscita: armonia, tensione, luce, silenzio e infinito. La scelta del trittico non appare casuale. La suddivisione in tre grandi pannelli richiama inevitabilmente la monumentalità delle pale d’altare e delle vetrate delle grandi cattedrali, trasformando la pittura in uno spazio di contemplazione. Le sottili griglie che scandiscono la superficie ricordano le intelaiature delle vetrate gotiche: frammenti autonomi che, osservati singolarmente, sembrano raccontare episodi diversi, ma che trovano il loro significato soltanto nell’insieme, come accade alle note di una partitura. Ogni riquadro diventa una battuta musicale, ogni colore una variazione timbrica, ogni forma un movimento. Nulla è immobile: l’occhio dello spettatore è invitato a percorrere l’opera seguendo un ritmo interno, fatto di pause, accelerazioni e ritorni, proprio come nell’ascolto di una composizione mozartiana. L’astrazione di Oppo non rinuncia mai alla memoria del reale. Tra le forme emergono architetture, figure, onde, strumenti immaginari e paesaggi interiori che affiorano e scompaiono, in un continuo dialogo tra ordine e libertà. È lo stesso equilibrio che rende la musica di Mozart apparentemente semplice, ma inesauribilmente complessa. Più che illustrare Mozart, Augusto Oppo sembra voler dialogare con lui.