AUGUSTOOPPO 1939–2015
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Pittore. Progettista. Professore.

Sassari, 20 aprile 1939 – 15 febbraio 2015.

1939–1958

Origini familiari e formazione

Augusto Salvatore Oppo nacque a Sassari il 20 aprile 1939 da Giuseppe Oppo e Michela Licheri, ultimo di cinque figli. La famiglia, attiva nel commercio, era radicata nella vita cittadina. Giuseppe gestiva un deposito di vini in Largo Cavallotti, oggi documentato da una fotografia conservata nell’Archivio familiare. AF

Il giovane Augusto desiderava studiare Architettura. La famiglia non acconsentì a farlo trasferire fuori dalla Sardegna; rimase quindi a Sassari, frequentò l’Università e conseguì la laurea in Giurisprudenza. AF Quella rinuncia fu però solo formale. L’architettura continuò a esistere nel suo modo di organizzare superfici, rapporti, moduli e percorsi: nella pittura, nella grafica, negli oggetti, nelle installazioni e negli allestimenti.

Le testimonianze familiari ricordano una precoce passione politica e una partecipazione ideale al clima del Sessantotto. Il dato richiede ancora documenti puntuali, ma si accorda con il successivo interesse di Oppo per la responsabilità sociale dell’artista, la formazione dei lavoratori e la grafica come comunicazione collettiva. TV

Secondo Vittorio Riggio fu autodidatta in campo artistico. Alla preparazione giuridica unì una cultura vasta e non settoriale: pittura, filosofia, design, grafica, artigianato, editoria, scenografia e organizzazione dello spazio furono parti di un medesimo pensiero progettuale. B

Un intellettuale curioso

La formazione di Augusto Oppo non si esaurì negli studi universitari. Le testimonianze familiari lo ricordano come un lettore instancabile, animato da una curiosità intellettuale che attraversava discipline molto diverse. Accanto ai libri di storia e filosofia leggeva narrativa contemporanea e romanzi di fantascienza, genere che seguì con particolare interesse per tutta la vita. Questa pratica quotidiana della lettura non rappresentava un semplice interesse personale: alimentava il suo modo di osservare la realtà, di interrogarsi sul ruolo dell'arte e di concepire il rapporto fra individuo, società e progresso.

Fra le opere che affrontò con maggiore attenzione vi fu anche la Bibbia. Pur dichiarandosi ateo secondo la memoria familiare, la lesse come uno dei grandi testi fondativi della cultura occidentale, interessato ai suoi aspetti storici, filosofici, simbolici e letterari più che alla dimensione confessionale.

Questa apertura intellettuale trovò riscontro anche nei rapporti umani. La famiglia ricorda che Oppo accettò di fare da padrino di battesimo al figlio di una famiglia appartenente alla comunità rom con la quale aveva instaurato un rapporto di amicizia e fiducia. Più che un episodio religioso, il gesto testimonia la sua disponibilità al dialogo e la convinzione che la dignità delle persone dovesse prevalere sulle appartenenze culturali, sociali o religiose.

1959–1969

Esordi e rinnovamento delle arti applicate

La presenza pubblica di Oppo cominciò nel 1959 con le segnalazioni al primo premio di pittura “Città di Sassari”, a Nuoro e al premio “Sardegna”, biennale nazionale. Nel 1960 tenne una personale al Circolo della Caccia di Sassari. B

Nel 1961 fu tra gli organizzatori della I Mostra giovanile di arti figurative Sassari–Cagliari e partecipò alla III Mostra regionale d’arte. Nello stesso anno realizzò una natura morta con fiori, olio su tela, oggi registrata nella Pinacoteca Comunale “Carmelo Floris” di Olzai; il catalogo vi riconosce un approccio innovativo a un genere tradizionale. I

Nel 1962 tenne una personale al Palazzo Civico di Sassari, partecipò alla IV Mostra regionale d’arte a Cagliari, a una collettiva della Galleria A di Alghero e alla Mostra nazionale d’arte di Cagliari, dove fu invitato e segnalato. B

Negli anni Sessanta Oppo appartenne alla generazione che contribuì a rinnovare i linguaggi artistici sassaresi. All’inizio del decennio partecipò alle ricerche del gruppo APICE. Dal 1964 diresse con Francesco Tanda la Galleria L’Angolo, descritta da Marco Magnani come un polo aggregativo orientato alla ricerca progettuale e tecnologica, destinata a svilupparsi nel design industriale, nella grafica pubblicitaria e nella serigrafia. Nello stesso anno organizzò a Porto Torres “Arte oggi in Sardegna” e partecipò a Cagliari a una mostra celebrativa della Resistenza. B

Nel catalogo della mostra Ai confini dell’Impero. Nuove periferie dell’arte contemporanea (2022), Maria Beatrice Dotzo ha ricostruito retrospettivamente questo contesto, collocando Oppo, insieme fra gli altri a Nino Dore, Paolo Bullitta, Zaza Calzia, Mario Bazzoni, Aldo Contini e Giovanna Secchi, in una «nuova tendenza sperimentale» sviluppatasi nell’ambiente sassarese e connessa al rinnovamento dei linguaggi. La formula appartiene alla valutazione storico-critica della studiosa e non va letta come un’autodefinizione di Oppo. BC

Nello stesso anno è documentata un’attività di scrittura critica. Il catalogo del Fondo Giuseppe Dessí registra, alla segnatura GD.3.1.35, un fascicolo di ventuno carte con undici recensioni o citazioni relative a La Giustizia; fra le firme nominate compaiono Augusto Oppo e Franco Rispoli. I Il catalogo non consente ancora di stabilire titolo, testata e contenuto dell’articolo firmato da Oppo.

Nel 1965 partecipò a iniziative a Platamona, Bosa, Santu Lussurgiu e alla Galleria Biblos di Cagliari. Nel 1966 fondò con Francesco Tanda lo Studio Il Basilisco, punto di riferimento per artisti della neoavanguardia e luogo di ricerca nel design industriale e pubblicitario; Oppo se ne allontanò nel 1969. B

Nel 1967 ottenne il secondo premio “Città di Porto Torres” con Il porto. B

1969–1979

Serigrafia, lavoro e responsabilità sociale

Negli anni Settanta e Ottanta sviluppò con Pierluigi Fiori Linea Messaggi Visivi, con sede in viale Adua. L’attività mise in relazione stampa serigrafica, grafica, comunicazione e produzione di manufatti, senza che la documentazione disponibile consenta di affermare primati storici nel settore. AFV

La grafica come spazio pubblico

Il passaggio dalla pittura alla grafica e alla serigrafia non fu un abbandono dell’arte, ma l’ampliamento dei suoi strumenti. Per Oppo la riproducibilità dell’immagine consentiva di superare l’unicità dell’opera e di rivolgersi a un pubblico più vasto, senza rinunciare alla qualità della ricerca.

La grafica divenne così uno strumento di comunicazione pubblica. L’immagine usciva dallo spazio esclusivo della galleria per entrare nei quartieri, nei luoghi di lavoro e nelle iniziative culturali rivolte alla collettività. Le esperienze maturate attorno al tema «Arte e responsabilità sociale» e la produzione di stampe serigrafiche di ampia diffusione mostrano una concezione dell’arte capace di intervenire direttamente nella vita civile. Roberto Puzzu documenta nel 1974 la costituzione a Sassari, con Oppo e Francesco Tanda, di un collettivo attivo nei quartieri; la settimana culturale di Latte Dolce del 1976 appartiene alla prosecuzione di quel clima. BI

Secondo la documentazione oggi disponibile, queste esperienze misero la pratica artistica in relazione con i quartieri popolari e con il mondo del lavoro. Nel 1979 Oppo figurò fra gli insegnanti impegnati nella formazione dei lavoratori e nel coordinamento dei corsi per lavoratori in CIG 501; curò inoltre la grafica di copertina e il progetto di una pubblicazione collegata ai corsi. La serigrafia non fu quindi soltanto una tecnica o un’attività professionale, ma uno strumento per moltiplicare l’immagine, ampliare il pubblico e interrogare il ruolo sociale dell’artista. BI

Nel 1974 Roberto Puzzu documenta la costituzione a Sassari, con Augusto Oppo e Francesco Tanda, di un collettivo riunitosi nel contesto del dibattito “Arte e responsabilità sociale”. Le fonti pubblicate registrano interventi artistici nei quartieri, una riflessione sul rapporto fra pratica e società e la realizzazione di una collana di serigrafie destinata ad ampia diffusione. Il dato descrive l’attività del gruppo senza attribuire a Oppo ruoli organizzativi ulteriori. BI

Per Oppo la grafica diventava così un mezzo di comunicazione di massa: non soltanto produzione commerciale, ma possibilità di sottrarre l’immagine all’unicità, farla circolare e metterla al servizio di un discorso pubblico. Nel 1976 questa ricerca trovò una prosecuzione nella settimana culturale di Latte Dolce con Roberto Puzzu, Pierangelo Madarese, Bastiano Piras, Marco Ghisu ed Elisabeth Erb. L’iniziativa va letta nel clima culturale aperto dagli interventi nei quartieri, senza trasformarla automaticamente in attività dello stesso collettivo. BI

Nel 1977 partecipò all’incontro-dibattito Fare l’artista oggi, con Nicoletta Frigerio, tra le iniziative di Officina Culturale ’77 all’Aquila. B

L’attività professionale di Oppo attraversò strutture differenti. Linea Messaggi Visivi, sviluppata con Pierluigi Fiori in viale Adua, operò fra anni Settanta e Ottanta. ArteSmalto, in via Iosto, lavorò sui metalli smaltati a fuoco. Servizio A., in via Mercato, riunì Augusto Oppo, Mavanna Puliga e Mario Mura. EIDOS, a Muros, coinvolse Paolo Oppo, Raffaele Balzano, Piera Cossu e Steve Pais. AF Le compagini devono restare distinte finché atti societari e materiali d’epoca non ne definiranno precisamente date e ruoli.

La grafica si intrecciò anche alla formazione professionale e al mondo operaio. La documentazione pubblicata dalla Fondazione Sardinia registra nel 1979 Oppo fra gli insegnanti e intellettuali impegnati a Sassari nella formazione dei lavoratori, insieme, tra gli altri, a Sandro Ruju, Mavanna Puliga, Simone Sechi e Gavino Sole. La stessa fonte gli attribuisce la grafica della copertina e il progetto della pubblicazione didattica collegata ai corsi. Il sommario di Ricerche contiene inoltre “Industria e società in Sardegna”, firmato da “R. Oppo” con altri autori: l’identificazione di quella iniziale con Augusto non è ancora certa. BV

Il 16 luglio 1979 Oppo partecipò a una riunione per il coordinamento dei corsi destinati ai lavoratori in CIG 501 con Salvatore Cubeddu, Campo, Giovanni Floris, Mavanna Puliga, Raffaele Paci e Giorgio Borgini. Una ricostruzione successiva lo indica, con Puliga, fra i coordinatori dei docenti per l’area sassarese. Questi documenti attestano una partecipazione didattica, formativa e culturale; non autorizzano ad attribuirgli qualifiche politiche o sindacali non documentate. BI

Negli anni successivi adottò anche i primi computer Macintosh nella progettazione grafica, unendo cultura artigianale e strumenti digitali. AF

1980–1999

Insegnamento, confronto nazionale e progetto espositivo

Nel 1980 partecipò a “Gli ultimi dieci anni di pittura in Sardegna” e tenne una personale al Palazzo Civico di Sassari. Nel 1983 vi presentò uomo, città, ambiente, personale di grafica sul rapporto fra individuo e spazio urbano. Nel 1984 fu tra gli organizzatori di un convegno internazionale al Palazzo dell’Artigianato; il titolo resta illeggibile nella fonte disponibile. Nel 1986 tenne una personale alla Galleria Fenice. B

Una ricostruzione pubblicata da Roberto Puzzu nel 2022 ricorda la presenza di Oppo nella ricognizione Venticinque anni di ricerca artistica in Sardegna, 1957–1983, legata allo storico dell’arte Salvatore Naitza e alle iniziative di Chironi 88/Sandra Piras, insieme fra gli altri ad Aldo Contini, Giovanna Secchi, Paola Dessy, Angelino Fiori, Salvatore Coradduzza e Igino Panzino. Poiché il catalogo originale, relativo alle sedi di Nuoro nel 1983 e Cagliari nel 1984, non è stato ancora consultato direttamente dall’Archivio, il dato resta una ricostruzione successiva da verificare sul volume. BV

Nel 1984–1985 Oppo svolse anche attività editoriale come illustratore di Josep Vallverdú, Homes, bèsties i facècies / Uomini, bestie e facezie, edizione bilingue catalano/italiano curata e tradotta da Antoni Arca per La Celere di Alghero. SBS/Editoria Sarda registra il 1985 e identifica Oppo come illustratore, mentre altre bibliografie indicano il 1984; Serra d’Or documenta la presentazione ad Alghero il 30 ottobre 1984. In attesa di controllare il colophon di un esemplare originale, l’Archivio conserva l’intervallo 1984–1985. Il volume, pensato anche per le scuole, apparteneva a un progetto di diffusione e tutela della lingua catalana ad Alghero e collega l’illustrazione all’attività grafica, editoriale e culturale di Oppo. BI

Il verbale di una riunione plenaria tenuta a Cagliari il 4 dicembre 1985, ripreso nella ricostruzione di Gianni Loy, registra Oppo fra i partecipanti insieme a intellettuali e personalità della cultura e della politica sarda. Gli incontri affrontavano autonomia e identità; nel loro ambito maturò anche la proposta di una Festa del Popolo Sardo legata al 28 aprile, dalla quale sarebbe nata Sa Die de sa Sardigna. La presenza nel verbale non consente di attribuire a Oppo né la proposta della data né la fondazione della ricorrenza. BI

Al 1988 risale S. Teodoro, tecnica mista su tavola, 50 × 70 cm. La memoria familiare collega l’opera a una vacanza sulla costa orientale, alla luce marina, a Tavolara e alla gamma degli azzurri. BAF La possibile appartenenza a una mostra sul mare non è ancora documentata.

Oppo fu professore di Storia e Filosofia presso il Liceo Scientifico G. Spano di Sassari e, in una fase successiva, insegnò Decorazione pittorica presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari. AFI I due incarichi appartengono a contesti didattici distinti; la documentazione disponibile non ne consente ancora una datazione completa. “Il Professore” divenne il nome con cui familiari, colleghi e allievi lo ricordavano.

Nel 1992 Oppo progettò il Museo storico della Brigata “Sassari” nella Caserma La Marmora di Sassari. La Nuova Sardegna attribuisce a lui il progetto e a Manlio Brigaglia e Giuseppina Fois la consulenza scientifica. Il dato documenta un incarico museale e di allestimento; non viene esteso alla progettazione architettonica dell’edificio. B

Secondo l’Archivio familiare, la società di Oppo partecipò all’allestimento di Ori e Tesori dei Traci, presentata fra 1996 e 1997 a Cagliari, Sassari e Firenze. AF Le sedi sono ricostruibili, ma il ruolo preciso della società attende conferma attraverso crediti di catalogo o documenti contrattuali. V

Alla stessa visione progettuale la famiglia attribuisce il Villaggio nuragico del Parco di Bunnari, ricostruzione didattica destinata a scuole, famiglie e visitatori. AFV

2000–2015

Dall’osservazione all’astrazione

Oppo definì il proprio lavoro come un itinerario che parte dal dato osservativo e conduce alla rielaborazione totale degli elementi compositivi, fino a un’opera autonoma. La sua astrazione non nasce quindi dal rifiuto della realtà, ma dalla sua trasformazione: figura, paesaggio, oggetto e architettura sono scomposti e ricostruiti attraverso ritmo, campiture, segni e materia. C

Il mare, l’orizzonte e il blu attraversano molte opere. “Il blu non è solo un colore: è orizzonte, profondità, memoria del mare e misura dello spazio” è una formula curatoriale dell’Archivio, non una citazione documentata dell’artista. C

La memoria familiare attribuisce al gesto un significato più ampio del semplice modo di osservare un dipinto. Oppo veniva visto socchiudere gli occhi davanti ai paesaggi, quasi a ridurne i dettagli e a percepirne masse, luce e campi cromatici; lo stesso gesto ricorreva davanti alle proprie opere. I familiari ricordano inoltre che non era solito dipingere direttamente davanti al soggetto, ma affidava alla memoria il passaggio fra osservazione ed elaborazione. T

La testimonianza è oggi una delle tracce utilizzate dall’Archivio per studiare il rapporto fra dato osservato, memoria e progressiva sintesi dell’immagine. C

Fra le opere note attraverso fonti o Archivio familiare figurano la natura morta del 1961 conservata a Olzai, Il porto (1967), S. Teodoro (1988), L’artiste dans son atelier (1993), Smetana. Composizione in rosa (1996), Canto di un re barbaro e Omaggio a Mozart (2002). Per le opere ricostruite attraverso firme e memorie, dato materiale e interpretazione devono restare distinti. BAFC

Nel maggio 2009 Augusto Oppo presentò Armonie all’Istituto Statale d’Arte Filippo Figari di Sassari, nell’ambito di Public. Metamorfosi urbane. Nel testo firmato dall’artista, il depliant documenta la ricerca di una relazione fra «forma-colore e la musica» e un percorso che oscilla fra figurazione e astrazione. Il depliant e l’invito, con inaugurazione il 15 maggio alle 18:30, attestano l’ultima partecipazione espositiva finora documentata, senza provare che si trattasse della sua ultima mostra in assoluto. IC

Nella vita privata fu sposato in prime nozze con Maria Luisa Demarchi, dalla quale ebbe Paolo e Carlo, e successivamente con Graziella Campus. AF Morì a Sassari il 15 febbraio 2015. Il 5 aprile dello stesso anno Tonino Meloni gli dedicò su La Nuova Sardegna l’articolo “L’ultima metamorfosi del grande Augusto Oppo”. AF

Dopo il 2015

Opere, ultimi anni ed eredità

Nell’intervista a Nino Prestia pubblicata da Ieri Oggi Domani il 19 dicembre 2017, Prestia affermò che, a suo giudizio, Oppo non aveva ricevuto localmente, né in vita né dopo la morte, un riconoscimento adeguato alla sua opera pittorica. Il giudizio appartiene esplicitamente a Prestia e documenta una voce della ricezione postuma, non una valutazione oggettiva dell’Archivio. La domanda dell’intervistatore richiama inoltre una precedente intervista ad Augusto Oppo, documento non ancora rintracciato. BC

Opere di Oppo risultano in raccolte pubbliche e repertori della Camera di Commercio di Sassari, della Quadreria del Comune di Sassari, della Pinacoteca Comunale “Carmelo Floris” di Olzai, della Pinacoteca “Giuseppe Altana” di Ozieri, del Catalogo Generale dei Beni Culturali e della Pinacoteca Nazionale di Sassari. Il repertorio camerale documenta inoltre Clown, tecnica mista su carta. BI

Nel 2022 la Pinacoteca Nazionale di Sassari registrò due ingressi distinti di opere di Oppo. Una serigrafia entrò con la donazione della collezione Ruju-Piredda. Separatamente Francesco Borghetto e Paola Rita Porcu donarono Senza titolo (1989), tecnica mista, 100 × 60 cm: la Direzione Regionale Musei Sardegna accettò il bene con decreto n. 103 del 21 dicembre 2022. Il parere della direttrice Maria Paola Dettori lo definiva un «importante arricchimento per il patrimonio della Pinacoteca Nazionale di Sassari». L’importo di € 2.500 indicato nell’atto è il valore amministrativo usato nella procedura di donazione di modico valore, non una quotazione di mercato dell’artista. La scheda documentaria autonoma conserva dati, fonte e cautele. I

Nello stesso 2022 un’opera di Oppo fu esposta nell’allestimento Percorsi e scoperte del Banco di Sardegna. Tra dicembre dello stesso anno e maggio 2023, un’opera della Pinacoteca “Carmelo Floris” fu inclusa a Olzai nella mostra Tre Giorni di Pittura – V edizione. BI

L’Archivio digitale fondato dai figli riunisce opere, fotografie, documenti e testimonianze disperse. La ricerca resta aperta: ogni nuova informazione deve essere valutata distinguendo fonte pubblica, archivio familiare, attribuzione e interpretazione. Fra i documenti da reperire sono ora registrati il catalogo originale di Salvatore Naitza per Venticinque anni di ricerca artistica in Sardegna, 1957–1983, un esemplare dell’edizione Vallverdú per controllarne il colophon e la precedente intervista ad Augusto Oppo ricordata nel 2017. V

Galleria

Archivio fotografico

Nove immagini attraversano la biografia di Augusto Oppo: ritratti, vita familiare, presenza pubblica, paesaggi e viaggi, insieme a una memoria delle origini familiari a Sassari.

Fonti e metodo

Bibliografia comune
  1. Vittorio Riggio, Guida all’Arte Sarda, Scandellari, 1990, p. 142.
  2. L. Pintore, Quadreria del Comune di Sassari. Catalogo generale, Soter, 2000, p. 107.
  3. Marco Magnani, “L’arte del Novecento”, in La Provincia di Sassari: ambiente, storia, civiltà, Amministrazione Provinciale di Sassari, 1987, rist. 1989, p. 178.
  4. Mario Lai, Michele Calaresu, La Pinacoteca cittadina “Giuseppe Altana”. Catalogo della collezione artistica del Comune di Ozieri, Comune di Ozieri, 2014, p. 116.
  5. Agnese Landini (a cura di), Giuseppe Dessí. Storia e catalogo di un archivio, Firenze University Press, 2002, scheda GD.3.1.35.
  6. Camera di Commercio di Sassari, repertorio d’arte, scheda dell’opera Clown.
  7. Comune di Olzai, catalogo della Pinacoteca Comunale “Carmelo Floris” e statuto della Casa Museo.
  8. Distretto Culturale del Nuorese, “Olzai, Tre Giorni di Pittura – V edizione”, 2022–2023.
  9. Piranesi ritrovato – Segni del paesaggio urbano, Musei Civici di Cagliari, 2012, p. 31.
  10. QrTour Logudoro, scheda Roberto Puzzu.
  11. Sandro Ruju, Le vertenze dei metalmeccanici, con riproduzione di Ricerche.
  12. Fondazione Sardinia, I diari ritrovati, vol. 4.
  13. Artisti & Eventi a L’Aquila 1944–1999, p. 129.
  14. Exibart, programma di Public. Metamorfosi urbane, Sassari, maggio 2009.
  15. Ministero della Cultura, “Giornate Europee del Patrimonio 2022”, Pinacoteca Nazionale di Sassari.
  16. La Nuova Sardegna, “Bunnari, prove tecniche di rilancio”, 31 agosto 2011.
  17. La Nuova Sardegna, “Al Banco porte aperte per l’arte: il ritorno di Invito a Palazzo”, 2 ottobre 2022.
  18. Tonino Meloni, “L’ultima metamorfosi del grande Augusto Oppo”, La Nuova Sardegna, 5 aprile 2015.
  19. Archivio familiare Augusto Oppo: fotografie, opere, memorie, documenti societari e testimonianze dei familiari.
  20. Ministero della Cultura – Direzione Regionale Musei Sardegna, Decreto n. 103 del 21 dicembre 2022, donazione Borghetto-Porcu, Portale Trasparenza, protocollo 4509/2022 del 22 dicembre 2022 (consultato il 15 agosto 2026).
  21. Direzione Regionale Musei Sardegna, “Giornate Europee del Patrimonio 2022”, 20 settembre 2022: documentazione della donazione Ruju-Piredda alla Pinacoteca Nazionale di Sassari (consultato il 15 agosto 2026).
  22. Maria Beatrice Dotzo, “Ai confini dell’Impero. Nuove periferie dell’arte contemporanea”, in Ai confini dell’Impero. Nuove periferie dell’arte contemporanea, catalogo della mostra, volume realizzato con il contributo della Fondazione di Sardegna e progetto grafico Artha Officina, Sassari, 2022, pp. 4–5; profilo di Roberto Puzzu, p. 35.
  23. Roberto Puzzu, “Ritorno al futuro. Avanguardie artistiche a Sassari alla fine del XX secolo”, Centralmente, 7 agosto 2022 (consultato il 15 agosto 2026).
  24. Roberto Puzzu, profilo in Piranesi ritrovato. Segni del paesaggio urbano, Musei Civici di Cagliari, 2012, p. 31: collettivo del 1974, interventi nei quartieri e serigrafie di ampia diffusione (consultato il 15 agosto 2026).
  25. Salvatore Naitza, Venticinque anni di ricerca artistica in Sardegna, 1957–1983, catalogo della mostra, Nuoro 1983 – Cagliari 1984 [catalogo originale da reperire e verificare].
  26. Salvatore Cubeddu, I diari ritrovati, vol. 2, Diario sindacale 1979, Fondazione Sardinia, pp. 25, 59–60; e vol. 4, documentazione riepilogativa delle attività formative e dei corsi per lavoratori in CIG 501 (consultati il 15 agosto 2026).
  27. Gianni Loy, “La traversata del deserto”, Fondazione Sardinia, ricostruzione delle riunioni autonomistiche 1983–1986 e verbale della plenaria del 4 dicembre 1985 (consultato il 15 agosto 2026).
  28. Josep Vallverdú, Homes, bèsties i facècies / Uomini, bestie e facezie, Antoni Arca (a cura e traduzione di), illustrazioni di Augusto Oppo, La Celere, Alghero, 1984–1985; SBS/Editoria Sarda, ID 978-88-SBS-0975-Z (consultato il 15 agosto 2026).
  29. Serra d’Or, anno XXVI, n. 303, dicembre 1984: presentazione alguerese del volume di Vallverdú il 30 ottobre 1984 e destinazione scolastica dell’edizione bilingue (consultato il 15 agosto 2026).
  30. Benito Olmeo, “Nino Prestia”, Ieri Oggi Domani, 19 dicembre 2017 (consultato il 15 agosto 2026).
  31. La Nuova Sardegna, “In regalo un dépliant sul museo dei ‘sassarini’”, 5 aprile 2014: Museo storico della Brigata “Sassari” nella Caserma La Marmora, progetto di Augusto Oppo con consulenza scientifica di Manlio Brigaglia e Giuseppina Fois (consultato il 15 agosto 2026).
  32. Mario Mossa, “Le giornate del patrimonio a Sassari”, RaiNews TGR Sardegna, 25 settembre 2022: riscontro giornalistico della donazione Ruju e dell’ingresso di un’opera di Augusto Oppo nella Pinacoteca Nazionale di Sassari (consultato il 15 agosto 2026).
  33. Roberto Puzzu, “Liliana Cano – Cagliari Palazzo di Città”, Centralmente, 24 marzo 2024: lettura retrospettiva del rinnovamento artistico sassarese guidato da Mauro Manca, con Augusto Oppo fra gli artisti citati (consultato il 15 agosto 2026).
  34. Fondazione di Sardegna, “Sassari, prorogata al 30 settembre la mostra di arte contemporanea ‘Ai confini dell’impero’”: curatela di Beatrice Dotzo, realizzazione dell’Associazione culturale Artha Officina, sostegno della Fondazione di Sardegna e seconda tappa a Siena (consultato il 15 agosto 2026).
  35. Augusto Oppo, Armonie: depliant e invito, 4 pagine, Sassari, 2009, iniziativa Public. Metamorfosi urbane, Istituto Statale d’Arte Filippo Figari, Comune di Sassari – Assessorato alla Cultura; Archivio familiare Augusto Oppo, copia digitale pubblicata il 28 agosto 2026. Documento d’archivio.

Legenda dei marcatori

B Fonte bibliografica o catalogo

I Fonte istituzionale o archivistica

AF Archivio familiare Augusto Oppo

T Testimonianza familiare

V Dato ancora da verificare

C Interpretazione critica o curatoriale