AUGUSTOOPPO 1939–2015
Contatti

Aggiornamento

Dove luce e ombra si incontrano (1979): due presenze

Due forme verticali, una monumentale e una fragile, portano la figura fino al confine in cui corpo, stele e materia restano simultaneamente possibili.

ASO-0429, Denominazione catalografica dell’Archivio: Dove luce e ombra si incontrano, Augusto Salvatore Oppo

Lettura critica

Dove luce e ombra si incontrano è dominata da due presenze verticali. A destra una grande massa scura può evocare una stele, un idolo o un corpo fasciato; a sinistra una forma più sottile arretra entro un rettangolo blu-grigio, quasi una nicchia. Non sono corpi né oggetti identificabili, ma conservano verticalità, peso e proporzioni sufficienti a suggerire una relazione antropomorfa.

Aspetti critici

La struttura maggiore possiede una forza molto superiore e sbilancia l’insieme. La presenza minore rischia di apparire come uno studio parallelo, mentre i suoi accenti rosa, ocra e gialli introducono un registro organico privo di equivalente nella massa monocroma. L’eterogeneità è fertile, ma denuncia una ricerca non ancora pienamente ricondotta a un sistema unitario.

Valutazione

Il vuoto circostante isola le forme e trasforma la composizione in una relazione silenziosa. L’opera non abolisce il reale: lo condensa fino a conservarne soltanto postura, volume e presenza. È proprio questa zona intermedia — figurazione senza descrizione, astrazione senza rinuncia al corpo — a renderla significativa nel percorso di Oppo.