Aggiornamento
Il colore si avvolge: memoria della forma
Masse rosa, blu, verdi e grigie conservano peso e direzione senza fissarsi in un soggetto: il reale sopravvive come memoria cromatica della forma.

Lettura critica
In Il colore si avvolge la figurazione giunge al limite della riconoscibilità. Una grande forma arcuata occupa la parte inferiore, attraversata da rosa, magenta, ocra e verdi; sopra, masse più frammentate producono un movimento verticale e inquieto. L’occhio cerca corpi, rocce, panneggi o paesaggi, ma ogni identificazione viene contraddetta dalla successiva.
Aspetti critici
L’ambiguità percettiva è anche il principale limite. La zona superiore risulta più congestionata e meno risolta del nucleo inferiore, mentre alcuni rosa molto saturi rischiano di acquistare un’autonomia eccessiva. Sono però proprio questi attriti a impedire che l’armonia cromatica diventi decorativa e a mantenere visibile la materia irregolare.
Valutazione
Il colore non descrive: costruisce profondità, volume e rapporti di peso. Oppo non usa l’astrazione per abbandonare la realtà, ma per continuare a interrogarla dopo averne eliminato i dettagli. Rimane una memoria della forma, ricomposta attraverso masse cromatiche e variazioni di densità.