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Figura e paesaggio dopo la crisi della rappresentazione
50 artisti, quattordici approfondimenti e sei opere di Oppo per distinguere figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione senza costruire genealogie fittizie.
Abstract
La pittura europea del secondo Novecento non sceglie una volta per tutte fra figurazione e astrazione: deforma il corpo, scompone il paesaggio, lavora sulla memoria delle immagini e rende visibile l’incertezza del vedere.

Come usare questa mappa
Collocare Oppo fra figura e astrazione richiede un contesto che non trasformi le due categorie in blocchi. Bacon e Freud insistono sul corpo con finalità opposte; Sutherland e Lanyon estraggono energie dal paesaggio; Richter assume figurazione e astrazione come possibilità parallele. La pluralità è il dato storico, non un’eccezione da correggere.
La pittura europea del secondo Novecento non sceglie una volta per tutte fra figurazione e astrazione: deforma il corpo, scompone il paesaggio, lavora sulla memoria delle immagini e rende visibile l’incertezza del vedere.
Il cluster comprende 50 artisti. Quattordici sono discussi nel corpo del saggio; gli altri formano la cartografia estesa e potranno essere sviluppati soltanto quando il corpus di Oppo e le fonti esterne sosterranno una tesi autonoma. La presenza in elenco non indica influenza, relazione personale o appartenenza.
Prime coordinate
Sutherland trasforma forme naturali in presenze ambigue; Lanyon lega paesaggio, volo e movimento; Hitchens distribuisce il luogo in fasce; Heron emancipa il colore senza cancellare la luce della Cornovaglia. Scott riduce gli oggetti a forme piane. Questi passaggi permettono di leggere Oppo senza imporre un’evoluzione irreversibile.
I nomi sono messi in relazione perché rendono distinguibili operazioni visive e condizioni storiche. La comparazione rimane utile finché conserva la specificità di tecniche, luoghi, cronologie e istituzioni; perde valore quando sostituisce tali differenze con una vaga somiglianza.
Trasformazioni del linguaggio
Paula Rego costruisce narrazioni dense e conflittuali; Pirandello sottopone il corpo a materia e attrito; Sironi ne accentua massa e architettura; Sassu usa colore e mito entro una figurazione moderna. Oppo condivide talvolta problemi di sintesi, ma conserva una linea meno monumentale e più disponibile alla grafica.
I nomi sono messi in relazione perché rendono distinguibili operazioni visive e condizioni storiche. La comparazione rimane utile finché conserva la specificità di tecniche, luoghi, cronologie e istituzioni; perde valore quando sostituisce tali differenze con una vaga somiglianza.
Supporto, spazio e metodo
Hockney reinventa il paesaggio attraverso colore e dispositivi di visione; Richter mantiene aperta la frizione fra fotografia, sfocatura e pittura astratta; Baselitz rovescia la figura per sottrarla alla narrazione. Kirkeby e Kiefer fanno della materia una memoria geologica e storica. Nessuno di questi casi va trasformato in fonte diretta non documentata.
I nomi sono messi in relazione perché rendono distinguibili operazioni visive e condizioni storiche. La comparazione rimane utile finché conserva la specificità di tecniche, luoghi, cronologie e istituzioni; perde valore quando sostituisce tali differenze con una vaga somiglianza.
Limiti e aperture del cluster
Auerbach, Kossoff, Bomberg, Lassnig, Dumas, Doig e Barceló completano una scena in cui il corpo e il luogo restano campi di trasformazione. La specificità di Oppo è la reversibilità: paesaggio, figura, segno e costruzione possono riapparire anche dopo fasi fortemente astratte.
I nomi sono messi in relazione perché rendono distinguibili operazioni visive e condizioni storiche. La comparazione rimane utile finché conserva la specificità di tecniche, luoghi, cronologie e istituzioni; perde valore quando sostituisce tali differenze con una vaga somiglianza.
Il corpus di Oppo come banco di prova
ASO-0031, Ritratto di Maria Luisa Demarchi, 1958. Questo ritratto del 1958, dedicato a Maria Luisa Demarchi, prima moglie dell'artista allora dicianovenne, si colloca nel momento iniziale di una relazione ancora in formazione, quando il sentimento non si è ancora pienamente compiuto ma già imprime alla visione una particolare intensità. L’immagine non cerca una definizione psicologica netta; al contrario, lascia che il volto si costruisca per affioramenti, come se l’artista volesse trattenere sulla carta non tanto un’identità stabilizzata quanto una presenza in divenire. Nel percorso su figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione, il dato decisivo è il modo in cui la costruzione resta visibile senza diventare schema impersonale.
ASO-0033, Natura morta, 1961, Olio su tela. Natura morta (1961) di Augusto Oppo è un dipinto a olio su tela di 21,5 × 32 cm, donato nel 2008 alla Pinacoteca Comunale Carmelo Floris di Olzai. Autodidatta, attivo anche nelle arti applicate e docente di Decorazione Pittorica all’Accademia di Sassari, Oppo rinnova il tema tradizionale del vaso di fiori attraverso la ricerca cromatica. Le corolle chiare emergono dal vaso blu e da uno sfondo indefinito di bruni, rossi e azzurri, dove luce e ombra costruiscono una profondità raccolta e silenziosa. Qui il confronto riguarda la funzione della forma: misura, interrompe e orienta il campo; non prova una derivazione storica.
ASO-0007, Alto Flumendosa, sec. XX, Pastello su carta. Augusto Salvatore Oppo, Alto Flumendosa, XX secolo. Dipinto a pastello su cartone. Il paesaggio è costruito per piani successivi: uno specchio d’acqua sinuoso attraversa rilievi bruni e verdi, mentre il profilo montuoso chiude la composizione sotto un cielo azzurro velato. Tratti fitti e incrociati modulano la materia, alternando ombre violette, verdi attenuati e accenti ocra; in primo piano, una struttura chiara introduce un netto contrappunto geometrico. L’opera impedisce di ridurre figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione a un’etichetta: supporto, bordo e intervalli conservano responsabilità differenti.
ASO-0554, Costa rocciosa, s.d.. Opera dedicata alla costa di Balai, a Porto Torres. La pertinenza nasce dal problema affrontato, mentre tecnica, scala e cronologia fissano il limite dell’analogia.
ASO-0527, Ombra impressa II, 1992. La seconda impronta della serie è più frontale e tagliente. Bianchi consumati e neri profondi costruiscono una presenza verticale attraversata da lacerazioni, capovolgimenti e zone di silenzio; la firma del 1992 entra nel campo come un ultimo segno grafico. L’immagine non replica la precedente, ne modifica il peso e la distanza. Oppo mostra come uno stesso gesto possa produrre identità differenti: qui l’ombra non arretra, ma si espone, conservando nella propria forza la memoria della cancellazione. Questo passaggio rende leggibile una soluzione propria di Oppo: la forma rimane disponibile alla memoria e al mutamento.
ASO-0544, Marionetta, 1977. Una marionetta dai colori che possono evocare Arlecchino appare immobile contro lo sfondo. I fili visibili ne rendono percepibile la sospensione e la stanchezza. La scheda catalografica permette dunque di argomentare sul visibile, evitando di colmare con ipotesi ciò che i documenti non attestano.
I 50 artisti del cluster
La tabella non è una graduatoria e non propone equivalenze. Il ruolo editoriale distingue i confronti individuali già pubblicati, quelli nuovi, gli approfondimenti sostanziali contenuti in questo pillar e le presenze di mappa destinate al contesto.
| N. | Artista | Ruolo editoriale | Asse di lettura |
|---|---|---|---|
| 01 | Francis Bacon | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 02 | Lucian Freud | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 03 | Frank Auerbach | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 04 | Leon Kossoff | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 05 | David Bomberg | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 06 | Graham Sutherland | Approfondimento nel pillar | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 07 | Peter Lanyon | Approfondimento nel pillar | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 08 | Ivon Hitchens | Approfondimento nel pillar | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 09 | Patrick Heron | Nuovo confronto individuale | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 10 | Roger Hilton | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 11 | Terry Frost | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 12 | William Scott | Nuovo confronto individuale | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 13 | Chaïm Soutine | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 14 | Balthus | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 15 | Paula Rego | Approfondimento nel pillar | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 16 | Renato Guttuso | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 17 | Carlo Levi | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 18 | Corrado Cagli | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 19 | Mario Mafai | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 20 | Scipione | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 21 | Antonietta Raphaël | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 22 | Fausto Pirandello | Approfondimento nel pillar | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 23 | Renato Paresce | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 24 | Filippo de Pisis | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 25 | Ottone Rosai | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 26 | Mario Sironi | Approfondimento nel pillar | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 27 | Aligi Sassu | Approfondimento nel pillar | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 28 | Euan Uglow | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 29 | Leon Golub | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 30 | Avigdor Arikha | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 31 | R. B. Kitaj | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 32 | David Hockney | Approfondimento nel pillar | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 33 | Gerhard Richter | Approfondimento nel pillar | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 34 | Georg Baselitz | Approfondimento nel pillar | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 35 | Markus Lüpertz | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 36 | A. R. Penck | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 37 | Per Kirkeby | Approfondimento nel pillar | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 38 | Anselm Kiefer | Approfondimento nel pillar | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 39 | Sigmar Polke | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 40 | Maria Lassnig | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 41 | Marlene Dumas | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 42 | Peter Doig | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 43 | Miquel Barceló | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 44 | Francesco Clemente | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 45 | Sandro Chia | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 46 | Mimmo Paladino | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 47 | Enzo Cucchi | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 48 | Nicola De Maria | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 49 | Salvo Mangione | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
| 50 | Luigi Ontani | Mappa e contesto | figura, paesaggio e memoria dopo la crisi della rappresentazione |
Una genealogia aperta, non una lista di influenze
La mappa resta deliberatamente rivedibile. Nuovi documenti, mostre e acquisizioni del catalogo potranno spostare un artista dal contesto al confronto forte; allo stesso modo, un’analogia oggi plausibile potrà essere ridimensionata se le opere non la sosterranno.
Il valore storico-critico non dipende dal numero dei nomi, ma dalla qualità delle distinzioni. La traiettoria di Oppo acquista profondità quando viene osservata contro problemi condivisi e soluzioni divergenti, senza trasformare la periferia in ritardo né il canone in certificato di valore.
Opere esaminate
Le opere del catalogo che sostengono visivamente l’argomentazione.






Fonti e bibliografia essenziale
- museum Tate, Artists and Artworks in the Collection
- museum The Metropolitan Museum of Art, Heilbrunn Timeline of Art History
- Documento d’archivio Archivio Augusto Oppo, catalogo generale digitale delle opere, 582 schede consultate
- Documento d’archivio Archivio Augusto Oppo, Augusto Oppo: una modernità laterale
Pillar comparativo dell’Archivio. I raggruppamenti indicano problemi storici e formali; non attestano influenze o appartenenze. I dati su Oppo derivano dal catalogo centrale, quelli esterni dalle istituzioni citate.