Materia
Materia e superficie
La presenza fisica dell’opera fra supporto, spessore, traccia, rilievo e costruzione dell’immagine.
La pittura di Augusto Oppo non si esaurisce nell’immagine. Supporti, impasti, impronte, rilievi, smalti, legno e oggetti mostrano un interesse continuo per la presenza fisica dell’opera.
In alcuni lavori la materia rimane discreta e subordinata alla composizione; in altri diventa struttura, spessore o irregolarità. Questa oscillazione impedisce di opporre semplicemente una fase grafica a una fase materica. Controllo progettuale e comportamento dei materiali possono convivere nella stessa opera.
La superficie è il luogo di questo incontro. Una campitura netta può essere interrotta da una traccia; una geometria può incontrare una texture; il supporto può partecipare all’immagine invece di scomparire dietro di essa. Anche gli oggetti e le opere tridimensionali ampliano il problema oltre il quadro.
L’esperienza nel design, nella serigrafia e negli allestimenti rende pertinente l’attenzione ai materiali, ma non autorizza a spiegare ogni scelta pittorica come conseguenza di quelle attività. È più utile riconoscere una sensibilità trasversale per il rapporto fra idea, tecnica e materia.
Guardare la superficie significa avvicinarsi al mestiere dell’artista: non soltanto che cosa rappresenta un’opera, ma come è costruita e come la sua fisicità partecipa al significato.
La revisione del corpus separa con maggiore nettezza materia e Informale. Rilievo, smalto, silicone, legno o impronta descrivono il comportamento fisico di un’opera; «Informale» è invece una categoria storico-critica e non può essere estesa automaticamente a tutta la produzione di Oppo. Il supporto va controllato insieme a data, tecnica e costruzione della singola superficie.
Il quadro comparativo Materia e superficie nel Novecento mette alla prova questa distinzione. Gli studi su Burri e Tàpies individuano problemi comuni, ma non deducono contatti o influenze dove l’Archivio non conserva documenti.