AUGUSTOOPPO 1939–2015
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Lettura critica

Ceramiche da rivestimento: sette figure nella griglia

Nel pannello di via Diaz 5, sette figure simili a uccelli attraversano una griglia di 104 mattonelle. Oppo e Italo Motroni trasformano il rivestimento in un'immagine leggibile nel percorso quotidiano.

Opera ASO-0540, Ceramiche da rivestimento, Augusto Salvatore Oppo

Lettura critica

La scheda delle Ceramiche da rivestimento documenta un pannello commissionato nel 1970 per il condominio di via Diaz 5 a Sassari e firmato da Augusto Salvatore Oppo e Italo Motroni. La fotografia ambientale lo mostra inserito fra rivestimenti lignei e superfici di passaggio, condizione essenziale per leggerlo. Non è una tela appesa a una parete neutra: è un'immagine costruita su 104 mattonelle, otto per fila e tredici in altezza, destinata a incontrare persone che attraversano lo spazio. Il bianco del fondo e le fughe regolari tengono insieme una composizione popolata da sette figure simili a uccelli. La griglia rimane visibile, ma non spezza il movimento delle sagome che la oltrepassano.

In alto a sinistra un grande corpo verde sostiene una zona blu larga e tondeggiante. La testa, più scura e raccolta, emerge verso il centro. Di fronte si distende una figura azzurra dal collo verticale, con piccoli cerchi scuri intorno alla sommità e segni bianchi sul petto. La sua coda si apre a destra in una forma geometrica blu, interrotta da tre piccoli elementi verdi. Queste prime due presenze non sono disposte come emblemi isolati: le loro masse occupano più mattonelle, si avvicinano e lasciano fra loro zone bianche e sfumature ocra. Il rapporto fra profilo continuo e superficie suddivisa rende subito evidente la scala progettuale del pannello.

Il registro centrale cambia temperatura cromatica. Una forma gialla e nera si incurva verso sinistra, mentre una presenza più sottile, anch'essa gialla, occupa il centro. A destra un grande corpo nero è attraversato da una zona luminosa gialla e si conclude in una coda quasi rettangolare. Alcuni particolari suggeriscono occhi, becchi e piume; altri rimangono segni decorativi difficili da assegnare a un'anatomia precisa. La composizione non ricerca una classificazione zoologica. Lavora su forme riconoscibili abbastanza da evocare pavoncelle o gallinelle, e libere abbastanza da diventare ritmo cromatico. Le figure si alternano per dimensione, inclinazione e densità, impedendo alla griglia di trasformarsi in una sequenza monotona di moduli identici.

Nella parte inferiore due presenze più chiare allentano la concentrazione del centro. A sinistra una figura dal profilo verde e bianco curva il collo sopra un corpo scuro; a destra rimane una sagoma più evanescente, ottenuta attraverso gialli e grigi molto attenuati. Il contrasto fra un animale riconoscibile e una traccia quasi dissolta modifica il tempo di osservazione. Dall'alto verso il basso, la scena passa da corpi nettamente colorati a presenze più trasparenti. Non è un racconto con un inizio e una fine, ma una modulazione dell'intensità visiva. La fascia bianca finale, dove compaiono le firme e la data, offre alla composizione una pausa prima del limite fisico del rivestimento.

Le fughe verticali e orizzontali tagliano ogni figura senza interromperne il profilo complessivo. Una curva verde può iniziare su una mattonella, cambiare densità lungo la successiva e riprendere al di là di una linea scura. Questo rende il reticolo parte della lettura, non una semplice necessità edilizia. Le macchie sfumate non riempiono ogni piastrella fino al bordo; spesso lasciano il bianco intorno alle forme, così che il supporto continui a respirare. Nelle fotografie ravvicinate si notano differenze di trasparenza e piccole trame interne. Non sono dettagli ornamentali aggiunti a un disegno già compiuto: aiutano a far passare l'immagine dalla scala del singolo modulo a quella dell'intera parete.

La scheda registra mattonelle di 19 × 19 cm e un ingombro calcolato di 152 × 247 cm, escluse le fughe. Il materiale è indicato come vetro o ceramica, mentre la descrizione parla di vetroceramica; la formula catalografica conserva quindi una cautela sulla classificazione tecnica. La firma fotografata riporta entrambi i nomi, A. Oppo e I. Motroni, seguiti dal 1970. La denominazione Ceramiche da rivestimento è dell'Archivio, non un titolo autografo documentato. Questi dati impediscono due semplificazioni: attribuire il lavoro al solo Oppo e trattare il pannello come una immagine da cavalletto. La sua identità nasce da collaborazione, modulo e collocazione architettonica.

Aspetti critici

Un confronto di soggetto con Pesce volante mette in luce due modi diversi di affrontare la figura animale nel corpus. Il pesce, di data non documentata, concentra blu, neri e riflessi caldi in una massa unica contro un fondo azzurro; il pannello di via Diaz distribuisce invece figure simili a uccelli su una griglia bianca e cambia colore da registro a registro. L'analogia non riguarda una stessa specie né una medesima tecnica. Riguarda la libertà con cui una forma vivente diventa occasione per organizzare campiture, contorni e movimento. Dove Pesce volante comprime l'energia in un singolo corpo, Oppo e Motroni costruiscono un ritmo corale che deve funzionare a distanza di passaggio.

Mosaico di luce, datato 1984, offre un confronto sul rapporto fra modulo e immagine. Il suo campo interno è articolato in triangoli e quadrilateri entro una cornice dipinta; nelle Ceramiche da rivestimento il reticolo non è soltanto rappresentato, perché corrisponde alle divisioni fisiche delle mattonelle. Inoltre il pannello del 1970 lascia che i profili animali attraversino più moduli, mentre la composizione del 1984 affida molto del ritmo alla ripetizione geometrica. Non si tratta di due fasi di un unico progetto. L'accostamento rende visibile una domanda ricorrente nella ricerca di Oppo: come dare ordine a una superficie divisa senza perdere la vitalità delle differenze cromatiche al suo interno.

La biografia estesa documenta il rapporto di Oppo con le arti applicate, la grafica e la progettazione negli anni Sessanta e Settanta. Il pannello del 1970 rende concreta questa apertura in un luogo abitato, con una committenza identificata e una firma condivisa. La documentazione disponibile non consente di separare il contributo esecutivo di Oppo da quello di Motroni, né di ricostruire l'intero processo produttivo. È più corretto analizzare il risultato comune e la sua presenza nello spazio. La fotografia ambientale mostra come la superficie colorata dialoghi con la cornice lignea e con l'atrio; non prova però quale effetto di luce avesse il pannello al momento della posa o in altre condizioni di illuminazione.

Il riferimento a pavoncelle e gallinelle colorate colloca l'immagine vicino a un repertorio decorativo sardo, ma le figure non si riducono a citazioni di un motivo fisso. Ogni corpo cambia scala, cromia e grado di riconoscibilità. Il pannello evita così l'effetto di uno schema replicato meccanicamente su 104 tessere. Anche la parola ceramiche nel titolo d'archivio va letta insieme alla cautela della scheda sul materiale. La fotografia consente di osservare una superficie modulare lucida e sfumata; non basta a definire con precisione composizione e cottura di ogni mattonella. Criticamente conta il rapporto fra riconoscibilità degli animali e autonomia dei segni, fra uso architettonico e ricerca formale.

Valutazione

La qualità principale del pannello è la capacità di usare una griglia rigorosa senza subordinare le figure alla ripetizione. A distanza si distinguono sette presenze distribuite in tre fasce, con blu e verdi in alto, gialli e neri al centro, toni più leggeri in basso. Avvicinandosi, le linee delle fughe diventano leggibili e mostrano come una coda o un collo attraversi più unità. Il lavoro possiede quindi due scale visive complementari: l'immagine che accoglie chi entra e la costruzione che si rivela a chi si ferma. Questo doppio livello è particolarmente adatto a un'opera di rivestimento, destinata a essere incontrata più volte nella vita ordinaria dell'edificio.

Sono efficaci anche le differenze fra i bianchi. Alcune piastrelle restano quasi vuote, altre sono velate da grigi, gialli o verdi; il fondo non appare perciò come una superficie morta dietro gli animali. Le sfumature creano passaggi fra forme scure e margini chiari, mentre i piccoli segni interni trattengono l'attenzione nei punti più densi. La figura azzurra superiore e quella nera centrale sono forti per scala e colore, ma non schiacciano le presenze più leggere. Il pannello trova un equilibrio fra emblema e variazione. Nessuna singola sagoma deve reggere tutta l'immagine: il movimento nasce dalla loro successione e dalla diversa forza con cui emergono sul reticolo.

Pesce volante mostra quanto una figura animale possa diventare un nucleo compatto di colore; Mosaico di luce mostra un'altra soluzione per ordinare una superficie divisa. Nel pannello di via Diaz queste possibilità si incontrano in una condizione architettonica specifica. Le forme sono abbastanza larghe da superare i bordi delle tessere, ma la loro collocazione non nasconde mai la struttura portante. La collaborazione firmata con Motroni aggiunge un dato essenziale alla valutazione: la riuscita appartiene all'opera comune, non a una ipotetica parte isolabile dell'uno o dell'altro. L'effetto complessivo è insieme decorativo e progettuale, con una leggibilità che rimane viva anche nella fotografia ambientale.

Nel corpus di Augusto Oppo, Ceramiche da rivestimento è una testimonianza particolarmente concreta dell'estensione dell'arte allo spazio condiviso. Committenza, luogo, data, numero dei moduli e doppia firma sono registrati; la formula sul materiale mantiene una prudenza tecnica. Le fotografie permettono di giudicare il rapporto fra griglia e sette figure, il passaggio dal blu e verde iniziali ai gialli centrali, e la diminuzione di intensità nel registro inferiore. Il pannello convince perché il vincolo modulare diventa una risorsa compositiva. L'immagine non cancella l'architettura che la sostiene e, allo stesso tempo, non si lascia ridurre a semplice finitura della parete: propone un incontro ripetuto fra colore, forma e percorso quotidiano.